Siamo arrivati al momento tanto atteso. Il viaggio è stato lungo, faticoso ma, come sempre, seducente, da non poterne fare a meno. Questa volta abbiamo fatto uno sforzo grandissimo, tanto da giustificare la nascità di una nuova realtà: I Riso e Amaro. Ora il lavoro di un anno convogliera in uno spazio di sole due ore; un po’ come nella vita, quando ci si prepara in ogni istante per un incontro, un amore, una nascita, una festa, un
riconoscimento, che poi ha la durata di un attimo ma la forza di un tornado!


Marta Comeglio

Spettacolo nato da una fusione di alcuni testi letti e rielaborati dalla regista Marta Comeglio sul tema del Santo Graal, sul tema di Re Artù, i suoi Cavalieri e della Tavola Rotonda. “Tornare al tempo dei cavalieri significa far rinascere, soprattutto nei giovani, la voglia di credere in un sogno e di perseguirlo con passione. Il cavaliere è un sognatore che si mette in gioco concretamente, dando tutto sé stesso, credendoci fino in fondo”.

Il rito della nascita di Cristo si ripete per chi credente. Il rito di una famiglia riunita si ripete per chi laico. Il rito della solitudine tra molti e del dolore si ripete per tanti altri. La nostra vita è un succedersi di riti, dalla nascita alla morte, dal pianto al riso che le accompagnano in un alternarsi continuo di illusioni e disillusioni, di sogni e realtà. Il teatro è il gioco che ci permette di ripetere infinitamente la vita, mille vite in mille modi sempre diversi. Il teatro ci permette di curiosarla, di analizzarla o di lasciarci solamente trasportare ancora una volta nella vita… L’importante è essere dentro alla vita/teatro fino alla fine.

Ecco due articoli apparsi sull’Informatore Lomellino, che spiegano la filosofia di questo spettacolo e di questa nuova avventura:

 

 

La prima di questo spettacolo è andata in scena il 17 maggio 2008 all’Auditorium “Città di Mortara” a Mortara (PV), sede per eccellenza della compagnia.