Raccontare la vita di George Gershwin (1898/1937), uno dei più grandi compositori americani del ‘900 che ha rivoluzionato la storia della musica moderna, non è stato solo un pretesto per riascoltare i suoi meravigliosi brani nell’interpretazione intensa e vivace di Nando de Luca, ma soprattutto il desiderio di tuffarsi in un’epoca del passato attraente e ricca di fascino.
Dai primi del ‘900 agli anni ’40 l’America è stata una fucina di sonorità diverse e vitali che la genialità di Gershwin è riuscita a fondere attraverso una dirompente vena creativa: jazz e blues, musica bianca e musica nera, canzoni tradizionali dei vari paesi del mondo e la musica classica. New York era un crogiuolo di razze che palpitavano di nuova vita e l’orecchio attento di George, figlio di un immigrato ebreo russo, ne colse tutta la modernità.

Quando Nando de Luca mi propose di scrivere un testo sulla vita di questo grande compositore e di farlo interpretare a I Riso e Amaro, fui felicissima di approfondire la conoscenza di una musica, un’epoca ed un’atmosfera a me già tanto care. Blue Gershwin è nato dall’amore verso un mondo che ha sempre nutrito il mio immaginario. Si tratta di uno spettacolo/concerto dove parole, musica e voce cantata si uniscono a creare un viaggio tra vita e morte, tra presente e passato. Ho immaginato lo spirito di George Gershwin che vive ancora nelle mura della sua ultima casa newyorkese, nei tasti del suo pianoforte ed entra in modo prepotente nell’animo di Oscar, un pianista interprete del giorno d’oggi, la cui musica non può prescindere dalla grande lezione del compositore americano. Dalle note emergono i personaggi del passato: il fratello Ira, grande paroliere e anima congiunta di Gershwin, suo amico e confidente. Le grandi cantanti e attrici, come Louise Dresser, che interpretarono i suoi brani. Paul Whiteman, direttore d’Orchestra che credette nelle sue capacità, facendogli compiere il grande passo verso la musica operistica commissionandogli la famosa Rapsodia in blu. I suoi molteplici amori si riassumono in due personaggi: Kay Swift, raro esempio per l’epoca di donna musicista e sicuramente la relazione più intensa per George e l’affascinante Paulette Goddard, attrice francese che fu moglie di Charlie Chaplin. La voce di una cantante, allieva del pianista Oscar, interpretata da Caterina Comeglio, scalderà l’atmosfera, dando colore a questa vita lunga un sogno.

Il bianco e nero dei tasti compone e scompone la scenografia di Walter Passarella che si perde nel blu della malinconia, della memoria, del ricordo.
Una vita vissuta con entusiasmo, passione, energia, quella di Gershwin, ma con una vena di profonda inquietudine, sempre in attesa sulla soglia del sentimento.

Scrivono Ira e George in But Not For Me:

“They’re writing songs of love
But not for me
A lucky star’s above
But not for me

With love to lead the way
I’ve found more clouds of gray
Than any Russian play
Could guarantee”

Marta Comeglio

Testo e regia Marta Comeglio
Al pianoforte Nando de Luca
Kate, la cantante Caterina Comeglio
   
George Gershwin Sasha Galkin
Ira Gershwin Luca Recchia / Andrea Mazzino
Louise Dresser Eleonora Travaglino / Lorella Carisio
Paul Whiteman Simone Lambra / Maurizio Menardi
Kay Swift Beatrice Barbato / Sara Lodigiani
Paulette Goddard Ivana Timpanaro / Chantal Passarella
Voce del pianista Oscar Paolo Balladore
   
Scenografie Walter Passarella
Costumi Mina Fontana e Marilena Falzoni
Coreografia Sara Protti
   
Tecnico luci Jacopo Marchesi
Tecnico suono Nicolò Marchesi
   
Acconciature a cura di Tendenze (Mortara)

Lo spettacolo va in scena all’Auditorium di Mortara (Pavia) il 26 e il 27 Marzo 2011
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